Abbigliamento vegan: cosa può stare nel guardaroba Abbigliamento vegan: cosa può stare nel guardaroba
Lo stile green non comporta attenzione solo quando si entra in un supermercato: l’importanza dell’abbigliamento vegan non va trascurata Se pensate che una volta... Abbigliamento vegan: cosa può stare nel guardaroba

Abbigliamento vegan

Lo stile green non comporta attenzione solo quando si entra in un supermercato: l’importanza dell’abbigliamento vegan non va trascurata

Se pensate che una volta eliminati carne, pesce e formaggi la vostra scelta di vita sia ultimata, vi sbagliate di grosso. Già perché abbracciare lo stile green non comporta attenzione solo quando si entra in un supermercato, ma anche in molti altri momenti della giornata. E l’abbigliamento vegan rappresenta tutto fuorché un’eccezione. Spieghiamo.

Sappiamo come un bravo vegano non faccia uso degli alimenti sopra citati, ma va ricordato che gli animali, loro malgrado, entrano in gioco non solo sulla tavola, ma anche in molti guardaroba.

Essere vegani non significa quindi solo evitare di mangiare bistecche o grigliate di pesce, ma evitare di indossare tutti quei capi che hanno natura animale. Le pellicce, ovviamente, non possono rientrare nello stile di abbigliamento vegan, ma certo quelle sono facili da evitare. Anche se bisogna fare attenzione in particolare agli inserti di pelliccia (polsi, cappucci) dei giubbini invernali: magari si pensa siano sintetici, invece spesso non lo sono. Nel dubbio, evitiamoli.

Un bravo vegano non fa uso di carne, pesce e formaggi, ma va ricordato che gli animali, loro malgrado, entrano in gioco non solo sulla tavola, ma anche in molti guardaroba

Assolutamente da evitare sono tutti i prodotti in pelle. Le scarpe, in primis, ma anche le borse, i giubbotti, e le varie guarnizioni degli abiti. Nonché i divani. Basta solo fare attenzione a quel che si compra, per abiti e giubbotti, leggendo le etichette, e preferire le alternative in alcantara o “finta pelle”. Per quanto riguarda le scarpe, in molti negozi ci sono modelli non in pelle, oppure si può optare per i negozi on-line che offrono una vastissima scelta di scarpe vegan, di svariati modelli e fasce di prezzo.

Sul tema della pelle nei capi di abbigliamento vegan si è spesso discusso, in quanto secondo molti è possibile usarla perché l’animale non viene ucciso per quel motivo. Non è vero. Prima di tutto non bisogna dimenticare quanto guadagno gli allevatori ricavino con questo tipo di commercio e non ci sembra opportuno fornire loro ulteriori soldi dopo aver ucciso l’animale di turno. Spesso proprio il ricavato della vendita della pelle può fare la differenza, se cioè mandare in attivo o in passivo l’attività di un allevamento.

Inoltre, la pelle più economica, quella che proviene dall’India, è ottenuta uccidendo l’animale proprio per la sua pelle, non per la carne. Insomma, la pelle è un prodotto vero e proprio perché si ricava provocando la morte dell’animale, quindi va evitata assolutamente. E poi chiedetevi solo una cosa: voi indossereste la pelle del vostro gatto? Ecco, vi siete già dati la risposta da soli.

Altri prodotti da escludere dall’abbigliamento vegan sono la lana, le piume e la seta perché anche la loro produzione implica l’uccisione di animali, nonché la sofferenza precedente per pecore e oche. Non è difficile scegliere, occorre solo un po’ di attenzione. Esistono decine di materiali che non generano crudeltà sugli animali per essere ricavati e che si usano per la produzione di capi di abbigliamento vegan e non: evitarne solo 5 è un’impresa fattibile, no?