Banchista vegan aggredita al mercato di Testaccio Banchista vegan aggredita al mercato di Testaccio
Il fatto è avvenuto a Roma. Responsabile dell’aggressione alla banchista vegan, una pescivendola che mal sopportava la vendita dei prodotti cruelty free Quando si... Banchista vegan aggredita al mercato di Testaccio

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Il fatto è avvenuto a Roma. Responsabile dell’aggressione alla banchista vegan, una pescivendola che mal sopportava la vendita dei prodotti cruelty free

Quando si parla di scelta di vita vegan, si intende sempre un qualcosa che, come primo caposaldo, ha il massimo rispetto verso tutte le altre forme di vita, animali e vegetali. Chi come noi segue un’alimentazione cruelty free e rinuncia all’utilizzo di prodotti di origine animale anche nell’abbigliamento, nella cosmesi e nell’arredamento, dimostra quanto importante ritenga tutto ciò che ci circonda. Spesso, però, capita che nonostante il nostro sentimento positivo verso la vita e il mondo esterno, passiamo chissà come proprio noi dalla parte del torto, almeno secondo qualcuno, arrivando addirittura a subire intimidazioni e minacce, a volte verbali, altre volte fisiche, come nel caso della banchista vegan a Roma.

Nei giorni scorsi, infatti, presso il mercato di Testaccio, uno dei luoghi più caratteristici della Capitale, una banchista vegan è stata aggredita, durante il lavoro, davanti al suo “Vegan store” nel box 83. Responsabile del fatto, una pescivendola, che mal digeriva i prodotti cruelty free in vendita, e con la quale peraltro pare che la banchista vegan non avesse avuto mai niente a che discutere.

In passato alcuni attriti si erano sì verificati, ma con un altro banco, quello di una salumeria posta proprio di fronte al Vegan store. Queste frizioni erano nate perché poco si tolleravano i volantini che invitavano le persone a non consumare carne e i bambini rom che potevano tranquillamente accedere all’interno dell’attività commerciale della banchista vegan. A sorpresa, possiamo dire, l’aggressione è invece avvenuta ad opera di una pescivendola che, nella concitazione generale, ha anche danneggiato alcuni prodotti facendoli cadere. A difendere la banchista vegan, nella più totale indifferenza generale, ci avrebbe pensato solo una bambina rom.

La denuncia del fatto è arrivata da un comunicato della Lav di Roma, il cui responsabile, David Nicoli, ha poi aggiunto: “E’ comprensibile che coloro che commerciano alimenti animali non amino chi commercia alimenti non animali, essendo una testimonianza concreta di scelte etiche che sempre più persone praticano, ma giungere a vessare e aggredire chi ha una regolare attività commerciale di prodotti vegani è estremamente grave e intollerabile”.

Seguire uno stile di vita vegan non crea dolore a nessuno, anzi: se si consumassero più alimenti vegetali, oltre agli animali innocenti, ne beneficerebbe anche l’ambiente. Evidentemente a chi ha aggredito la banchista vegan dà fastidio che qualcuno la possa pensare diversamente.