Dieta vegan e acqua alcalina: la storia degli Hunza Dieta vegan e acqua alcalina: la storia degli Hunza
La popolazione degli Hunza è la più longeva al mondo. Vi raccontiamo tutti i segreti di come si svolge la vita sull’altipiano dell’Himalaya Quando... Dieta vegan e acqua alcalina: la storia degli Hunza

Hunza

La popolazione degli Hunza è la più longeva al mondo. Vi raccontiamo tutti i segreti di come si svolge la vita sull’altipiano dell’Himalaya

Quando si parla di qualità della vita, molto spesso si fa riferimento al regime alimentare che si tiene. Ci si raccomanda di mangiare cibi sani, evitare alcolici o ingredienti particolarmente ricchi di grassi, e di praticare attività fisica. Non solo. Capita anche che qualcuno sottolinei l’importanza di bere molta acqua. Beh, la volete sapere una cosa? E’ tutto vero e la prova sta nella storia degli Hunza.

Quello degli Hunza è un popolo che, ormai da secoli, risiede sull’altipiano dell’Himalaya e, da sempre, vive grazie ai frutti che offre la natura e all’acqua sorgiva ad elevato pH (acqua alcalina). In più, segue un’alimentazione esclusivamente vegetale, una dieta vegan, per intenderci, e indovinate un po’? E’ il popolo più longevo al mondo.

HunzaGli Hunza, infatti, vivono in media tra i 130 e i 140 anni e non si trovano mai nella condizione di dover combattere le patologie che, fin troppo spesso, colpiscono noi: tumori, malattie del sistema nervoso, ecc.. Ma c’è dell’altro. Grazie all’alimentazione cruelty free e all’acqua alcalina, gli Hunza rimangono estremamente attivi anche dopo aver toccato i 100: lavorano nei campi, curano i propri figli e, addirittura, sia uomini che donne, sono ancora in condizione di riprodursi. Cose per noi impensabili se pensiamo che, in media, ci consideriamo fortunati a vivere o avere persone care che vivono fino agli 80 – 90 anni circa.

Un altro dei segreti della longevità degli Hunza è inoltre il regime di semi-digiuno a cui spesso si sottopongono. Oltre alla dieta vegan e all’acqua alcalina, infatti, nel corso delle stagioni in cui trovare ingredienti vegetali risulta complicato (si pensi all’inverno sull’Himalaya…), gli Hunza trascorrono periodi lunghissimi senza toccare cibo. Le loro coltivazioni di orzo, frumento e verdura, senza dimenticare le varie tipologie di frutta, reggono fino ad un certo periodo dell’anno. Da quel momento gli Hunza iniziano a razionalizzare le riserve così da non rimanere senza nulla nei mesi più rigidi. Ecco spiegato il semi-digiuno.

Se per la maggior parte dei nostri nutrizionisti questa risulta come un’abitudine sbagliata, nel caso di questo popolo è esattamente il contrario. Ai nostri stati di debolezza e malnutrizione, gli Hunza rispondono con salute invidiabile e vigore fisico anche in età super avanzata. Un Hunza, in media, può arrivare a camminare per circa 200 chilometri in un giorno con passo spedito e senza mai fermarsi per rifocillarsi o riposare. Anticamente, nelle spedizioni sull’Himalaya, venivano pagati come portatori, viste le loro capacità di resistenza: adesso sappiamo meglio il perché.