Fabrizio Bartoli, dal cross triathlon alla cucina vegan Fabrizio Bartoli, dal cross triathlon alla cucina vegan
Da campione dello sport a chef, Fabrizio Bartoli racconta la sua storia in un libro, “Vegan man”. Tanti i consigli su quale dieta seguire... Fabrizio Bartoli, dal cross triathlon alla cucina vegan

fabrizio bartoli

Da campione dello sport a chef, Fabrizio Bartoli racconta la sua storia in un libro, “Vegan man”. Tanti i consigli su quale dieta seguire in base alla propria disciplina

L’abbiamo sempre sottolineato: se c’è una tipologia di persona che ben si sposa con una dieta vegan, questa è lo sportivo. Vita sana, fisico allenato e alimentazione leggera e attenta a dosi e qualità degli ingredienti, rappresentano da sempre i punti cardine del vivere di qualsiasi atleta. Spesso si è dibattuto su quanto potesse risultare penalizzante un mangiare privo di proteine e altri ingredienti di origine animale, ma le storie di tanti campioni di oggi e del passato (dal velocista Carl Lewis al rugbista Mirco Bergamasco) hanno dimostrato come si trattasse solo di dicerie e teorie prive di fondamento. Oltre ai due sopra citati, c’è un altro importante rappresentante dello sport italiano che, da tempo, ha sposato la cucina vegan per poi, addirittura, farla diventare la sua professione attuale: parliamo di Fabrizio Bartoli.

fabrizio bartoliNato a Cecina, in provincia di Livorno, 29 anni fa, Fabrizio Bartoli (nella foto a lato) è un ex agonista di successo, campione italiano di cross triathol, che purtroppo ha dovuto abbandonare l’attività sportiva professionista a causa di un grave incidente. Dall’alpinismo alle lauree in geologia e scienze motorie, oggi Fabrizio Bartoli, oltre a dilettarsi a produrre olio nel Podere Arduino, vive a Castagneto Carducci (sempre in provincia di Livorno) e, venerdì 4 dicembre, ha presentato il suo primo libro, intitolato “Vegan man”.

Nel testo edito da Eifis, Fabrizio Bartoli altro non fa se non illustrare ricette da lui stesso create e spiegare quale sia la migliore dieta vegan da seguire per ogni diversa tipologia di sportivo: “Ho voluto descrivere quattro personaggi immaginari – ha spiegato – dal sedentario all’atleta di force, passando per quello che va in palestra di rado e il campione di endourance. In base alla disciplina e allo stile di vita che ognuno segue ho pensato potesse essere utile studiare un regime alimentare specifico”.

Fabrizio Bartoli, che inizialmente era vegetariano, è passato alla vita vegan per vincere un’altra sfida ancora, dopo quelle che in passato lo avevano portato a scalare il Kilimangiaro, l’Hymalaya o le Ande, oppure a vincere i pareri dei medici che non lo avrebbero più voluto tornare all’agonismo: “In molti seguono lo stile di vita vegan solo per moda, ma è una scelta riduttiva. Al di là dell’aspetto salutista, decidere di non assumere proteine animali è un qualcosa che ha a che fare con l’etica. E anche la casa editrice che ha appoggiato la stesura del mio libro – conclude – si muove in questa stessa direzione, prestando molto l’attenzione al mondo della cucina etnica”.