“Cowspiracy”, il documentario veg che fa discutere “Cowspiracy”, il documentario veg che fa discutere
Prodotto da Leonardo Di Caprio, questo documentario veg vuole spingere l’attenzione sul silenzio delle associazioni animaliste in merito agli allevamenti intensivi Quando si opta... “Cowspiracy”, il documentario veg che fa discutere

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Prodotto da Leonardo Di Caprio, questo documentario veg vuole spingere l’attenzione sul silenzio delle associazioni animaliste in merito agli allevamenti intensivi

Quando si opta per una scelta di vita vegan, uno dei principi cardine di questa svolta è senza dubbio il profondo rispetto per la vita degli animali. Scegliere di non consumare carne, pesce e derivati del latte, significa prendere atto che si può vivere (e bene) senza dover sacrificare la vita di esseri innocenti. Tuttavia, spesso si tende a sottovalutare un altro motivo fondamentale che spinge molte persone ad una vita cruelty free: la tutela dell’ambiente. Il tema degli allevamenti intensivi, delle emissioni di gas che distruggono il nostro pianeta, viene per troppe volte fatto passare sotto traccia per tutta una serie di motivi, più o meno validi. Molti personaggi noti dello star system si stanno interessando a questo argomento con azioni e mobilitazioni volte a richiamare l’attenzione anche dei più “distratti”. Un documentario veg, uscito da pochi mesi negli Usa, sta suscitando diverse polemiche e chissà cosa succederà quando arriverà anche qui in Italia.

Si chiama “Cowspiracy” ed è un documentario veg che affronta esattamente l’argomento a cui stavamo accennando: il silenzio mondiale sulla piaga degli allevamenti intensivi. Sfruttando un quantomai utile gioco di parole (cow significa mucca e conspiracy cospirazione), questo documentario veg è stato prodotto da Leonardo Di Caprio che, da tempo, è un accesso sostenitore delle tematiche ambientali.

“Alla fine non ricorderemo le parole dei nostri nemici, ma il silenzio dei nostri amici” (Martin Luther King)

La realizzazione di “Cowspiracy” è a cura di Kip Andersen e Keegan Kuhn (sostenuta anche da un’importante campagna di crowfunding) ed ha un doppio obiettivo: da un lato puntare i fari sugli allevamenti intensivi, considerati come l’attività più distruttiva di sempre, e dall’altro quello di capire perché ci sia tutto questo riserbo da parte delle tante associazioni ambientaliste esistenti nell’intervenire su questo problema ormai più che riconosciuto.

Il documentario veg, a tal proposito, si apre con una frase celebre di Martin Luther King: “Alla fine non ricorderemo le parole dei nostri nemici, ma il silenzio dei nostri amici”. Viene raccontato in prima persona da uno dei due registi, Kip Andersen e si basa su dati reali. Pur alternando situazioni tragicomiche a vere e proprie denunce, il documentario veg snocciola i risultati effettuati dalle principali organizzazioni internazionali come Fao, Nasa e Science Mag. Tra il 18% e il 51% delle emissioni di gas serra a livello mondiale sono provocate dagli allevamenti intensivi e lo scopo di Cowspiracy è proprio questo: capire perché, alla luce di tutto questo, nessuno intervenga in maniera concreta, anche soltanto nel portare la popolazione mondiale a consumare un po’ meno carne e proteine animali in genere.

Il conflitto di interessi sull’attività delle tante associazioni ambientaliste unita alle origini dei loro finanziamenti porta, alla distanza, a trarre delle amarissime risposte: nessuno può permettersi di schierarsi apertamente come una realtà “anti-carne”. Eppure l’ambiente continua a risentire di tutto questo, la richiesta di carne non fa che aumentare e, nei fatti, stanno mangiando il nostro pianeta senza fare nulla di concreto. Quanti documentari veg serviranno ancora per smuovere le coscienze?